LETTERA PRE-PARTENZA A BABBO NATALE

Caro Babbo Natale,
quest’anno hai un po’ esagerato. Nel bene, e nel male.

Comincio dalle lamentele.
Ok che sei vecchio, che fai da tanti anni sempre lo stesso lavoro e hai perso le motivazioni; ok che complicarsi la vita è cosa da giovani arditi, e che sarai ormai in odore di pensionamento; ok che in Italia la disoccupazione giovanile è al 40 percento e che qualcuno si dovrebbe fare da parte per lasciare il posto… Ma rifiutarti di consegnare i regali ai bambini siriani, questo mi sembra davvero troppo! Troppo ingiusto nei loro confronti. Ne abbiamo parlato tante volte, delle guerre in Medio Oriente, di questa polveriera che, appena uno si accende una sigaretta, salta in aria tutto! Mille volte abbiamo esecrato e disprezzato le dinamiche che portano a scontrasi interessi di ogni genere: economici e geopolitici in primis; ideologici, anche, a volte. Mille volte abbiamo commentato all’unisono: “che peccato!”. Già, un vero peccato: perché in Medio Oriente ci sono luoghi bellissimi e persone accoglienti; una storia plurimillenaria che si manifesta nell’estrema dignità dei popoli, oltre che nell’assoluto valore dell’arte. Così era la Siria quando, nel 2010, ho avuto la fortuna di vederla con i miei occhi. Quando la gente ti offriva aiuto e ti invitava a cena senza nemmeno conoscerti. Quando i bazar brulicavano di vita e le famiglie si ritrovavano nelle moschee. Quando i ragazzi della mia età passavano le serate a bere thè, fumare il narghilè e guardare le partite dei mondiali di calcio sui monitor accesi in ogni angolo della città. Quando i bambini rumorosi giocavano per le strade facendo rimbalzare il pallone sui muri in ombra di Damasco vecchia.
Ora, quei bambini, caro Babbo Natale, rischiano la vita ogni giorno. Non solo per le bombe, per i cecchini, per le faide… Ma anche, e soprattutto, per la fame e per il freddo. A milioni hanno abbandonato le proprie case per rifugiarsi in luoghi più sicuri. I più fortunati hanno raggiunto il Libano, la Giordania, la Turchia. Gli altri sono ammassati in campi profughi allestiti alla meglio in territorio siriano, dove gli aiuti faticano ad arrivare, perché la guerra civile impazza eI bimbi di Damasco - 2010 i corridoi umanitari non esistono. E tu stesso, Santa, ti rifiuti di metterci piede. Il che non va bene, perché quei bambini non hanno fatto niente di male. Niente!

Per questo, una giovane donna che ama i bimbi alla follia ha deciso di fare le tue veci. Si chiama Paola, Paola Viola, e da qualche anno, insieme alla sua amica Gigliola, dedica tutto il suo tempo libero e le sue energie ad aiutare i bambini in difficoltà attraverso la Onlus Una mano per un sorriso – For children. Questa volta c’è bisogno di lei in Siria, e lei non si è tirata indietro. Paola, però, come sostituta di Babbo Natale è poco credibile. Non ha la barba, per cominciare… E non ha la pancia… Ed è qui che entro in gioco io, che sono legittimo proprietario dell’una e dell’altra!
Il giorno di Natale, Paola ed io saliremo su un aereo (almeno le renne, quelle sì!, ce le potevi prestare…) e voleremo verso il confine turco-siriano con alcuni volontari di un’altra Onlus, Time4Life. Trasporteremo dall’Italia 3.500 paia di calzini da consegnare ai bimbi del campo profughi di Bab-al-Salam, insieme con i 2mila paia di stivaletti di gomma che acquisteremo in loco. Ed è qui, caro Babbo, che mi tocca ringraziarti!
Ti ringrazio perché ci hai fatto un regalo immenso e (pur senza assumerti fino in fondo le tue responsabilità!) lo stai facendo anche ai bimbi siriani. Ci hai regalato il calore delle persone che ci sono vicine, il loro entusiasmo, la loro collaborazione, il loro supporto morale ed economico. In un mese e mezzo abbiamo raccolto 3.500 paia di calzini e 7.500 euro! Da soli non si riescono a fare queste cose. Ci hanno aiutato le associazioni, le scuole, le parrocchie, le aziende, i mass-media, i parenti, gli amici, i conoscenti, gli sconosciuti. Ognuno ha dato un po’. Quel po’ è diventato tantissimo! Grazie all’aiuto di tutti potremo mettere al caldo 4mila piedini scalzi. Grazie all’aiuto di tutti, 2mila bambini (2mila!!!) avranno molte più speranze di sopravvivere alla morsa dell’inverno! Questo regalo, caro Babbo Natale, è un Signor Regalo che ci fai! E noi ti ringrazieremo finché ne avremo le forze!

Ora, però, caro Babbo, non distogliere lo sguardo! Anche se la mia compagna di viaggio Paola mi ha detto che mi difenderà lei (sigh!), io me la faccio un po’ addosso… Fàccela, un’aggiunta di regalino: fai in modo che riusciamo a consegnare tutte le scarpette e tutti i calzini ai bimbi di Bab-al-Salam; e fai in modo che riportiamo a casa intatti i nostri bei corpi robusti e pieni di vita!

Babbo Natale, ce lo devi! In fondo, stiamo facendo il tuo lavoro…
Grazie in anticipo!

Dimitri

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